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Castello della Verrucola

Castello della Verrucola di Fivizzano, l’antico maniero è diventato il castello dell’arte contemporanea

 

 

Eugenio Serlupini, Castello della Verrucola di Fivizzano

 

E’ stato al centro di faide e complotti, oltre che scenario di episodio cruenti. Oggi la sua mole imponente è uno dei motivi di richiamo e di orgoglio nel borgo a cui dà il nome. Con un valore aggiunto: a ridargli smalto e vita è stato uno dei più grandi artisti italiani, lo scultore e pittore Pietro Cascella, le cui opere arricchiscono l’ardita Sala d’Armi, la cui splendida volta ad ombrello impostata su un pilastro ottogonale è il “fulcro” dell’intera Torre. E’ il Castello della Verrucola, a due passi da Fivizzano, in Lunigiana.

 

 

 

(TurismoItaliaNews) La storia di questo maniero è intrigante. Se non altro per essere stato al centro di episodi medievale e rinascimentali che hanno caratterizzato questa zona della Toscana, bramata da molti potenti dell’epoca, come i Malaspina. Partendo da Fivizzano, lungo l’attuale Statale 63 si incontrano il Castello e il borgo di Verrucola, un vero e proprio esempio di collina fortificata che dominava la strada che conduce ai passi di valico per raggiungere Parma e Reggio Emilia. Giocoforza, è facile intuire quanto fosse strategica la sua posizione.

 

 


 

I luoghi. E infatti il Castello della Verrucola Bosorum, ricordato per la prima volta nel 1044, prima dei Malaspina fu un importante luogo dominato dai Bosi, una delle famiglie discendenti con i Bianchi di Erberia da Rodolfo da Casola, vassallo della famiglia di Matilde da Canossa. Nell’XI secolo l’Appennino e la Lunigiana videro la diffusione di una feudalità minore che animò la scena politica dei primi secoli dopo il Mille, finché non furono schiacciate nella lotta fra il Vescovo-conte di Luni e i Malaspina nel XIII secolo.

 


 

La storia. E’ stato nelle sale del cassero di questo castello, nel XIV secolo, che Spinetta il Grande, marchese della casa dei Malaspina, sognò di conquistare e unificare sotto di sé il contado della Lunigiana storica dove costruire la sua signoria. Il tentativo fallì perché trovò sulla sua strada quel Castruccio Castracani degli Antelminelli di Lucca, con cui ingaggiò una lotta rimasta epica. Il dominio Malaspiniano si estinse nel XV secolo, quando il territorio si pose sotto la protezione della Repubblica Fiorentina. Nel 1481 il castello ha subìto danni ingenti a causa di un terremoto disastroso ed è probabile che a causa di quel sisma sia andata distrutta l'antica chiesa di Santa Margherita, di cui ancora oggi si parla moltissimo soprattutto per quanto riguarda la sua collocazione, forse al di sotto di un terrapieno che si trova accanto al maniero. Nel corso del Cinquecento il castello è diventato un monastero di monache agostiniane, finché dopo vari passaggi di proprietà, è stato acquisito da Cordelia Von Den Steinen e Pietro Cascella, che lo hanno restaurato con sapienza e amore. Da due artisti di grande valenza non ci si poteva attendere diversamente.

 

 

 


 

L'arte. Quando si oltrepassa il grande portone che immette all’interno dell’antica struttura, si assapora subito l’atmosfera d’altri tempi. A rendere ancor più magici i luoghi, ci sono tante opere del maestro Pietro Cascella, bozzetti e progetti, che si possono ammirare in particolare nella Sala d’Armi, accanto alla quale si trova ancora il laboratorio che Cascella ha condiviso con Cordelia Von Den Steinen e che ancora oggi lo utilizza per creare le sue sculture. Ma c’è anche un altro artista tuttora in azione nel Castello della Verrucola: il figlio Jacopo Cascella, pittore che rivisita l’antico con una propria sensibilità estetica e spaziale, a cui evidentemente il maniero non è indifferente.

 

 

Pagina aggiornata il 22/12/2014 da admin
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