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La storia del Comune

LA STORIA

La Lunigiana, terra già abitata in epoca preistorica, fiera avversaria di Roma, fortificata in quanto importante nodo di comunicazione, attraversata, distrutta e poi ricostruita.
Terra forte dall'umanesimo generoso, capace di lottare e morire per una speranza, dove il temperamento è lo specchio del paesaggio.
Trae il suo nome dall'antica e celebre città etrusca di Luni, sorta sul mare presso le antiche foci del Magra, nel 177 a.C..
Qui si è formata una scienza dell'uomo che ha radici lontane e che, dopo secoli di vita dura e ingrata, esige la sua rinascita nell'oggi e la sua continuità nel domani.
In questo territorio troviamo Fivizzano, situata in un anfiteatro naturale e citata da molti autori come il Caselli, che la definisce "la Firenze di Lunigiana"; Carducci "una perla sperduta tra i monti", e per altri "bel cantuccio di Firenze".
Dai reperti archeologici di Equi e delle zone vicine si evince che Fivizzano fu fra i primi paesi della Lunigiana ad essere abitato, purtroppo però nulla si sa della sue origini, e niente, sino ad oggi, prova la sua esistenza nel periodo romano e bizantino.
Ma i primi documenti che lo riguardano si riferiscono al vicino castello della Verrucola concesso dall'imperatore Enrico V ad Ugo d'Este nel 1077.
Il castello della Verrucola, eretto da Spinetta Malaspina il Grande e oggi abitato dal maestro Pietro Cascella, è il più imponente del territorio, voluto da alcuni come il Forum Clodi della Tabula Peuntigeriana per la dicitura che lo riguardava (Forum Verrucolae, in quanto assolveva la funzione di mercato dipendente dalla sede feudale) che successivamente comincia, con l'arrivo dei Malaspina, ad essere citato come Forum Fivezzani, che diventerà poi Fivizzano nel 1477, quando la "Terra" e la "Corte" del vasto territorio si porranno spontaneamente sotto la Repubblica di Firenze, come attesta il "Libro di Capitoli e Convenzioni fra l'Eccelsa Repubblica Fiorentina e la Terra e Corte di Fivizzano", firmato il "die sexta mensis martii, Anni Domini MCCCCLXX septimi" fra i "Deputati Fivizzanesi" ed i "primi Senatori della Repubblica, fra i quali vi è il Magnifico Lorenzo dè Medici".
Diventerà la sede del nuovo capitanato in Lunigiana "considerato uguale in dignità a quello di Sarzana, che allora esisteva... cui fu anche aggiunta l'antica dedizione della Podesteria di Albiano e Caprigliola".
Nel XVI secolo, Cosimo I realizzò le nuove fortificazioni di Fivizzano, che aveva ormai preso il posto della Verrucola come centro egemone del territorio.

Da questo momento Fivizzano visse secoli di tranquillità sotto Firenze; dal 1633 divenne sede del Governatorato di Lunigiana.
Vi fu costruito il Tribunale Supremo e la Resistenza del Governo alle Armi e della Giustizia.
Il Granduca vi tenne "alla Reggenza uno dei più riguardevoli soggetti del suo Dominio con il titolo di Maestro di Campo, di Governatore Generale di Lunigiana".
Fra i Governatori più illustri è doveroso ricordare Lelio Buzzi, milanese, che acquistò con proprio denaro dai PP. di S. Antonio Abate di Vienna il vecchio Spedalino del Borgo, fondato da Spinetta il Grande nel 1352, per affidarlo alla Compagnia di Santa Elisabetta; Giuliano Capponi, fiorentino, che fece fabbricare nel 1732, su "disegno del celebre architetto Foggini", l'ospedale di Piazza del Campo; Alfonso M. Bracciolini, pistoiese, colui che legò il suo nome alla realizzazione della fonte di Piazza Maggiore; ed ancora i Governatori Pestalozzi, Vieri, Velluti ed altri che arricchirono la Città di notevoli o pere pubbliche e do benefiche istituzioni, distinguendosi, nei momenti tristi, nel soccorrere le popolazioni inermi.
Le "Milizie Paesane" che presidiavano il paese, dette delle Bande, cominciarono in Lunigiana ai tempi di Giovanni dè Medici, che, come racconta Ippolito Landinelli "avendo egli soggiogata la maggior parte di questa Provincia alla sua Repubblica Fiorentina, con quelle sue squadre invitte dette Bande Nere, fatte per lo più degli Uomini di questo Paese, dei quali si servì sempre dall'anno 1527 fino al 1530 in tutte le sue gloriosissime imprese, ne riuscirono molti valorosi Capitani".
"Ciascun mese" si teneva in Fivizzano "la rassegna della Banda" (composta di circa mille soldati) e "fino agli ultimi tempi del Governo del Baron Velluti montavano la guardia al Palazzo del Governatore, alle Porte, al loro Quartiere, e alle Garette su le Mura". 
Nel 1750 l'Imperatore Francesco I con Motu proprio unì il Commissariato di Pontremoli (acquistato nel 1650 dai Genovesi del Granduca Ferdinando II) al Governatorato di Fivizzano.
Il primo Governatore Generale della Lunigiana Granducale fu il Generale Bourbon Marchese del Monte con residenza in Pontremoli; a costui successe il Governatore Generale Alessandro Dumesnil, ed i Fivizzanesi ottennero per "benigno rescritto del Granduca" che il Governatore alternasse la sua residenza sei mesi a Pontremoli e sei mesi a Fivizzano.

Nel 1772 nella vasta opera riformatrice del Granduca Leopoldo, il vasto Governo della Lunigiana venne diviso in "due Vicariati maggiori, uno di Pontremoli, l'altro di Fivizzano, nel Vicariato di Bagnone e in due minori Potesterie d'Albiano e di Calice. Il più grosso Vicariato per la sua antica giurisdizione e territori è quello di Fivizzano, composto di 57 piccole comunità, che hanno molte Ville sotto di sé, e che è stato accresciuto di tutta la Potesteria di Codiponte".
Tra il 1799 e il 1814 ci fu la parentesi Napoleonica "questa parentesi - scrisse Silvio Andreani di Fivizzano - ha costituito il lievito di ogni forma civile, risollevando la coscienza abbruttita dal pregiudizio e dalla ignoranza alla concezione etica della dignità umana, col fatidico grido di fratellanza e libertà".
Cessata la parentesi Napoleonica, Fivizzano e gran parte del suo territorio seguì le sorti del Granducato fino al 1847, quando, per precedenti decisioni del Congresso di Vienna fu aggregato al Ducato di Modena. Il 5 novembre 1847, le truppe Estensi occuparono Fivizzano e il 7 dicembre fu fatta la consegna dal Governo Toscano al Duca di Modena.
Nel 1848 nuovi avvenimenti sconvolsero l'Italia e la Lunigiana e il 23 marzo 1848 il presidio estense (scacciato dai fivizzanesi) riparte da Fivizzano.
Si riforma quindi un Governo Provvisorio contrario alla casa d'Este e favorevole alla Toscana.
Nel luglio 1848 viene in visita a Fivizzano il Granduca Leopoldo II e il 6 luglio dichiara Fivizzano "Città Nobile".
Ai primi del 1849 con il sopraggiungere di nuovi avvenimenti Leopoldo II fugge dal Governo della Toscana e in Fivizzano il 14 aprile 1849 tornarono le truppe del Duca di Modena Francesco V che vi governò fino all'unità di Italia.
In tempi più recenti (ultimo conflitto mondiale) le popolazioni del comune subivano rappresaglie e distruzioni da parte delle truppe nazi-fasciste, con una sistematica opera di attacco, violenza e crudeltà per tutto il periodo che va dall'8 settembre 1943 al 25 aprile 1945. Ricordiamo le grandi stragi di civili il 5 maggio 1944 a Mommio, il 19 agosto 1944 a San Terenzo Monti, il 24 agosto 1944 a Vinca e l'8 settembre 1944 a Tenerano che provocarono l'uccisione di 401 persone. Per questi fatti storici:
Il Comune di Fivizzano con Decreto del Presidente della Repubblica del 9 maggio 1994, è stato insignito di Medaglia d'argento al Valor Militare per Attività Partigiana con la seguente motivazione:"Durante l'occupazione nemica, la Città di Fivizzano opponeva al tedesco invasore la fiera resistenza dei suoi figli, accorsi in gran numero nelle formazioni partigiane. Assai dura e sanguinosa fu la lotta contro la barbarie. Sul campo dell'onore caddero trentasei partigiani, numerose le case distrutte, gli incendi ed i saccheggi di vastissime proporzioni, feroci rappresaglie: quattrocentouno le vittime innocenti, durante i rastrellamenti. Il popolo di Fivizzano seppe offrire alla patria, per la sua rinascita per la sua indipendenza e la libertà un grande tributo di sacrificio e di sangue." Sempre con Decreto del Presidente della Repubblica del 28 settembre 2004 veniva conferita al Comune di Fivizzano anche la Medaglia d'Oro al Merito Civile con la seguente motivazione: "Centro strategicamente importante, occupato dalle truppe tedesche impegnate a bloccare l'avanzata alleata sul fronte occidentale della linea gotica, fu oggetto di violenti rastrellamenti e razzie e di devastanti bombardamenti che provocarono numerose vittime civili e la quasi totale distruzione dell'abitato. Molti furono i casi di stupro e di sevizie sessuali su giovani concittadine. La popolazione seppe resistere alla più dure sofferenze, dando testimonianza dei più elevati sentimenti di umana solidarietà ed accoglienza verso gli sfollati, i profughi ed i militari sbandati. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio e di amor patrio."

Pagina aggiornata il 15/02/2013 da admin
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